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«Svanire è dunque la ventura delle venture.»
Eugenio Montale, da Portami il girasole ch'io lo trapianti / Ossi di seppia, 1925
Je voulais seulement me plonger dans son regard, écouter le son cadencé de sa voix. Comme si ses mots étaient les notes… que j’avais toujours cherché à entendre. Les sons mêmes de ma vie.
(via blucomelamarea)
Non c’è nulla di tanto illecito quanto rimpicciolire il mondo con le nostre manie e le nostre cecità, sminuire la realtà, sopprimere immaginariamente parti di ciò che è.
I
Sull'onda calma e nera dove le stelle dormono
Fluttua la bianca Ofelia come un gran giglio, fluttua
Lentissima, distesa sopra i suoi lunghi veli…
- S'odono da lontano, nei boschi, hallalì.Da mille anni e più la dolorosa Ofelia
Passa, fantasma bianco, sul lungo fiume nero;
Da mille anni e più la sua dolce follia
Mormora una romanza al vento della sera.La brezza le bacia il seno e distende a corolla
Gli ampi veli, dolcemente cullati dalle acque;
Le piange sull'omero il brivido dei salici,
S'inclinano sulla fronte sognante le giuncaie.Sgualcite, le ninfee le sospirano intorno;
Ella ridesta a volte, nell'ontano che dorme,
Un nido, da cui sfrùscia un batter d'ali:
- Un canto misterioso scende dagli astri d'oro.II
Pallida Ofelia! Come neve bella!
In verde età moristi, trascinata da un fiume!
- Calati dai grandi monti di Norvegia, i venti
Ti avevano parlato di un'aspra libertà;Poi che un soffio, attorcendoti la chioma folta,
All'animo sognante recava strane voci;
E il tuo cuore ascoltava la Natura cantare
Nei sospiri della notte, nei lamenti dell'albero;Poi che il grido dei mari dementi, immenso rantolo,
Frantumava il tuo seno, fanciulla, umano troppo, e dolce;
Poi che un mattino d'aprile, un bel cavaliere pallido
Sedette, taciturno e folle, ai tuoi ginocchi!Cielo! Libertà! Amore! Sogno, povera Folle!
Là ti scioglievi come neve al fuoco:
Le tue grandi visioni ti facevano muta
- E il tremendo Infinito atterrì il tuo sguardo azzurro!III
- E il Poeta racconta che al raggio delle stelle
Vieni, la notte, a prendere i fiori che cogliesti,
E che ha visto sull'acqua, stesa nei lunghi veli,
Fluttuare bianca come un gran giglio Ofelia.
Non ho nulla da fare. Il cuore è vuoto,
e senza il cuore la saggezza è un gioco.
Non potrei, per compenso, ricordare,
e come nuovo l’antico cantare?
Ma il ricordo fa male alla ferita,
che dì per dì mi riapre alla vita;
e del bene goduto resta poco,
ma il male è lungo quanto il tempo è immoto.
Meglio ch’io faccia come altrove, e vada
cercando intorno a me nella contrada;
meglio saziare sol per gli occhi il cuore,
e attendere, se mai torna, l’amore;
l’amor che ci fa nostri anche delusi
e quando canta, canta ad occhi chiusi.
- Umberto Saba, Il canzoniere: I, La serena disperazione (1913-1915) “1. Dopo la giovanezza”

(via blucomelamarea)
Dimenticare subito i grandi successi: e continuare imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarvi col diverso; a scandalizzare; a bestemmiare
(via blucomelamarea)